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Col tempo e la paglia maturano anche le nespole

Si è deciso di mettere insieme questa associazione per vari motivi, alcuni facili da cogliere altri che verranno spiegati col tempo. Quattro personaggi che cominciano a pensare e ad agire in relazione ad un’idea, piano piano arrivano a produrre l’idea stessa; la forma così impressa a tale idea li unisce in un comune intento: muoversi in un contesto quanto più naturale possibile, incontaminato, per raccogliere gli insegnamenti che la natura elargisce a chi sa mettersi in ascolto, a chi rapito da una passione ricerca in essa, la natura, segnali per una vita migliore. Tutto ciò matura giorno per giorno in questi quattro personaggi, spinti in fondo da un amore viscerale per ciò che fanno.


Il luogo in cui tutto ciò assume concretezza è il Vajo Galina, più su oltre Avesa, dove le colline prendono possesso dello spazio tra cielo e terra. La storia del Vajo è vecchia, antica, fin preistorica. Ed oggi lo ritroviamo sempre lì, ad occhio umano, immutato, sempre maestoso e misterioso, naturale e ospitale. La scelta del Vajo vien quasi da sé. Ci si abita vicino fin dall’infanzia, è un’area protetta, sito di interesse comunitario che da qualche anno ha perso anche l’importante presidio WWF che stazionava nei pressi da moltissimo tempo e in ultima perché uno di noi ha scelto di venirci a vivere in pianta stabile, acquistando casa alla Falconera, vecchia corte appesa al versante occidentale del Vajo. La posizione, lo spazio e la vicinanza ad un contesto naturale fatto di biodiversità ed equilibri molto delicati, in aggiunta alla scelta di dedicarsi completamente ad uno stile di vita legato alla terra, ha spinto Michele a condividere la sua visione con altri possibili attenti osservatori.

Perché Tutto ciò?


Sarebbe ridondante dare ulteriore fiato alle bocche per recitare le massime di un ritorno alle origini, di una decrescita felice, di un contatto più genuino e diretto con la natura. Tutte parole già spese da tanti altri personaggi in cerca forse d’autore. Noi lo facciamo spontaneamente, credendo nel gesto stesso che compiamo per coltivare, raccogliere, consumare e condividere quello che la natura ha da offrirci.


Iniziamo un progetto che impiegherà del tempo per dimostrare la sua pienezza ed anzi può essere che non giungerà mai ad un compimento. Sicuro è che si cercherà di coinvolgere quante più persone possibile e chissà poi che succederà. Non c’è presunzione; solo naturale curiosità e presenza in un mondo sempre da scoprire.

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